Stillleben / Natura morta

2020
Tecniche del marmo e delle pietre dure
200x150 cm


Codice di Registrazione
AA0379


Disponibilità
Disponibile


Materiali: marmo Calacatta, elementi naturali (semi di mais, brattee, radici), terra.
Misure: (a grandezza naturale) cartoccio: 25x8x4 cm, pannocchia 1: 12x6x5 cm | 10x6x5 cm, pannocchia 2: 13×6.5×5.5 cm | 11×5.5×4 cm, pannocchia 3: 12.5x6x5 cm | 10.5x5x3 cm.
Misura totale dell’installazione: 2.00×1.50 m

Una delle piante più preziose in natura è la Zea mays (il mais) che occupa oggi una posizione molto importante fra i prodotti alimentari nel mondo. È un cereale che è nato e si è sviluppato nell’America centrale e nel 1492, grazie a Cristoforo Colombo viene introdotto in Occidente; dal 1600, il mais viene poi inserito nelle campagne di tutta Europa. Nel tempo la sua coltivazione ha assunto un valore molto importante dato che viene consumato direttamente dall’uomo e anche impiegato nell’alimentazione degli animali. Quindi il mais è il seme di un nuovo mondo che si concretizza nell’adattamento e nel rispetto al ciclo della vita nella catena alimentare e attraverso la sostenibilità ambientale. Non è un caso che la pannocchia di mais sia il simbolo della vita ed è definita dall’etnologo e antropologo messicano Guillermo Bonfil Batalla “…pianta umana e culturale nel senso più profondo del termine, per- ché non esiste senza l’intervento intelligente e opportuno di una mano che lo addomestica e, attraverso la sua coltivazione, anche gli esseri viventi sono coltivati”.

Stillleben / Natura morta è un’installazione site-specif composta da una serie di quattro sculture realizzate in marmo Calacatta che rappresentano un cartoccio e tre pannocchie di mais a grandezza naturale e divise in due parti. Inoltre ogni scultura in marmo è impreziosita con alcuni dettagli naturali come semi e foglie così da rendere la scultura più verosimile all’elemento naturale. Ogni singola opera viene poi adagiata al suolo e posizionata all’in- terno di un rettangolo di terra, un fermo immagine, che immortala uno spazio legato ai ricordi della campagna ed è anche un richiamo alla vita che nutre e dona i suoi frutti. All’interno di questo spazio di terra vengono inseriti anche alcuni elementi reali della pianta del mais, un rimando all’attività conclusiva del raccolto, quando sul terreno dopo il passaggio della trebbiatrice vengono scartati tumuli, foglie e radici della pianta stessa, elementi che vengono recuperati in modo tale da riportare alla luce uno scenario quotidiano e familiare e riconnetterlo in un contesto più ampio: la storia d’Italia legata alla cultura agricola contadina. L’installazione è quindi un invito verso lo spettatore a non ignorare tutto il nostro patrimonio territoriale che racchiude sia la qualità dei cibi sia la bellezza del paesaggio. Tutto questo l’Italia lo deve in particolare all’agricoltura e agli agricoltori, custodi del territorio.

  • : 2020
  • : Tecniche del marmo e delle pietre dure
  • : 200x150 cm
  • : AA0379
  • : Disponibile